Significa promuovere multinazionali e aziende responsabili nei confronti del personale, nel rispetto della natura, dei diritti delle persone e dei paesi in cui operano.

Il 10 ottobre 2016 l’iniziativa per multinazionali responsabili è stata consegnata alla Cancelleria Federale con oltre 140’000 firme. 

L’iniziativa per multinazionali responsabili – spiegazione
L’iniziativa per multinazionali responsabili vuole vincolare le multinazionali aventi sede in Svizzera a rispettare i diritti umani e gli standard ambientali riconosciuti a livello internazionale nelle loro relazioni d’affari, ovvero vuole attuare dei processi di dovuta diligenza (Due Diligence). L’iniziativa si prefigge di evitare violazioni fondamentali come il lavoro minorile, l’inquinamento dei corsi d’acqua, il lavoro forzato o ancora la noncuranza degli standard ambientali.

La multinazionale Syngenta, con sede a Basilea, vende pesticidi mortali, anche se da tempo sono vietati in Svizzera. I dirigenti della gigantesca azienda di cemento LafargeHolcim fanno affari con la milizia terroristica Daesh. Due società svizzere di trading, Louis Dreyfus SA e Reinhart AG, sono accusate di trarre profitto dal lavoro dei bambini nel Burkina Faso. A Cerro de Pasco (Perù) l’aria e l’acqua sono contaminate da metalli pesanti. Questo è dovuto ad una gigantesca miniera controllata da Glencore. L’avvelenamento da piombo ha ripercussioni drammatiche soprattutto per i bambini: anemia, disabilità, paralisi. Ma la lista non finisce qui… purtroppo.

La Responsabilità è di tutti: chi commette un danno deve assumersene le conseguenze

bisogna agire ORA!

un appassionato di fotografia e farfalle

Nel 2019 abbiamo avuto il piacere di conoscere Alessandro Margnetti durante una bellissima escursione organizzata dal WWF Svizzera Italiana alla scoperta di insetti e fiori lungo il Piano di Magadino.

Sia noi che i bambini hanno subito scoperto molte cose grazie alle informazioni ricevute. Tutti si sono entusiasmati ai racconti di Alessandro. Ed è vero. Quando Alessandro inizia a raccontare le sue storie i bambini rimangono affascinati: la sua passione è così coinvolgente che sembra davvero sentire parlare un ragazzo e usando le sue parole “un ragazzo ormai entrato nella Terza età“.

Ciao Alessandro, potresti raccontarci cosa ti ha spinto a fare ciò che fai? Ho studiato letteratura italiana e storia contemporanea pur sempre coltivando una forte passione per quella che una volta si chiamava “Storia naturale”. Da bambino sognavo di diventare un nuovo Gerald Durrell1, che alle elementari mi aveva impressionato con il suo “Manuale del naturalista”, e di costruirmi un museo di Storia naturale tutto mio. Poi gli insegnanti che ho avuto mi hanno fatto nascere altre passioni e alla fine mi sono trovato a scegliere, anche se un certo fuoco continuava a covare sotto la cenere.
La passione per le farfalle è nata quasi per caso. Benché da ragazzino mi fossi fatto una piccola collezione (della quale mi pento e chiedo perdono al Dio dei lepidotteri), i miei interessi si erano spostati altrove.

Quando è iniziata la tua passione per la fotografia e per le farfalle?
Quando ho compiuto cinquant’anni, ho deciso di regalarmi una macchina fotografica reflex digitale e con questa mi sono avvicinato alla macro-fotografia. Ho così cominciato a scattare pessime fotografie di farfalle ma siccome l’amore nasce dalla conoscenza, prima da autodidatta con l’aiuto di parecchi manuali e poi con un corso organizzato dal Museo di Storia Naturale di Lugano e tenuto da Paolo Palmi.

Perché è importante aiutare la natura e la biodiversità? Pur senza diventare uno specialista, ho cominciato ad approfondire l’argomento rendendomi pian piano conto dell’importanza di questi insetti e del loro ruolo in natura: servono a impollinare i fiori, servono da cibo per altri animali e, cosa non meno importante, servono da indicatori sullo stato di salute del nostro ambiente. Infatti, le troveremo numerose in un ambiente sano e diversificato mentre non ne troveremo affatto in un giardino tenuto a prato inglese e recintato con una siepe formale o in un campo trattato con i pesticidi. Anche l’aumento della temperatura media del pianeta o la scarsa attenzione nel commercio di certi prodotti può essere misurata con la presenza di questa o di quella farfalla. Anni fa mi è capitato di trovare una bella farfalletta che normalmente si trova a Sud del fiume Po a più di 1200 metri di quota, verso la Cima di Medeglia e un’altra che di solito non si spinge sopra i 1500 metri a 1630 metri di quota su un monte del Bellinzonese.
Vi sono poi quelle che arrivano “per sbaglio” da paesi lontani come la Cacyreus marshalli, la peste dei gerani originaria del Sudafrica o la Cydalima perspectalis che negli ultimi anni distrugge le piante di bosso e che arriva dall’Asia. Prestare attenzione alle farfalle, alla fin fine significa prestare attenzione all’ambiente in cui viviamo e, di conseguenza, a noi stessi. In fondo, le farfalle sono una metafora del mondo. Nella loro diversità di colori, di forme, di abitudini rappresentano bene la diversità di colori, di forme e di abitudini dell’essere umano e  di ciò che ci circonda.

Le farfalle sono tutte uguali?
Le farfalle, come noi stessi, non sono tutte uguali, anzi! Sono esseri estremamente specializzati con esigenze particolari a seconda della specie. Sono diverse tra loro non solo per le caratteristiche che possiamo notare a occhio: per esempio,  quelle che volano di giorno sono generalmente più vistose di quelle che volano di notte. Sono diverse perché depongono le uova su piante diverse, quelle che andranno a nutrire i loro bruchi, ma anche perché si comportano in modo diverso, volano in modo diverso, e in modo diverso si corteggiano.

L’anno scorso ci hai insegnato a riconoscere “l’Occhio di Pavone. Dove vive
L’anno scorso abbiamo visto l’Occhio di pavone (Inachis io) e qualcuno l’ha allevato con successo. È una farfalla vistosa che appartiene alla famiglia dei Ninfalidi. Il colore dominante del lato superiore è rosso scuro ed è inconfondibile per i quattro ocelli bianchi, neri e azzurri che mostra sulle ali anteriori e posteriori. Il lato inferiore delle ali è quasi nero. Gli ocelli servono probabilmente a spaventare qualche predatore che li scambia per gli occhi di chissà quale terribile animale, mentre il lato scuro delle ali le permette di mimetizzarsi nell’ombra. Non è una farfalla rara: si vede un po’ ovunque nei prati e nelle radure dei boschi. Il suo bruco è nero, irto di quelle che sembrerebbero spine (non punge!) con puntini bianchi. Non è difficile osservarlo sulle ortiche delle quali si nutre. Una volta adulta, come tutte le farfalle, si ciba con le sostanze zuccherine contenute nel nettare dei fiori. Può però capitare di vederla, come altre farfalle, succhiare il fango o lo sterco o addirittura il cadavere di qualche animaletto travolto dalle automobili. Questo strano menu è apprezzato soprattutto dai maschi appena sfarfallati che nel fango, nello sterco o nel cadavere di un topo o di una lucertola, trovano le sostanze necessarie alla loro maturazione sessuale.

Quanto vive questa farfalla?
Quando si parla di farfalle è inevitabile dover rispondere alla domanda “Quanto vive?” Non c’è una sola risposta. Se consideriamo il ciclo vitale che dall’uovo porta all’adulto, la vita di una farfalla può durare fino a due o tre anni. Nei paesi del Nord Europa, dove la bella stagione dura poco, una farfalla si sviluppa più lentamente e il bruco della Erebia polaris, per esempio, impiega quasi due anni per svilupparsi e diventare crisalide. Ma anche se consideriamo soltanto la vita adulta di un lepidottero, le risposte sono diverse: una farfalla come la Cedronella (Goenepteryx rahmni) -quella bella farfalla giallina che per prima annuncia la primavera)- se tutto va bene vive per quasi un anno, mentre la grossa notturna Saturnia pyri, invece, vive solo una dozzina di giorni perché non avendo apparato boccale muore letteralmente di fame dopo essersi accoppiata e aver deposto le uova.
Che sia la fortunata Cedronella o la meno fortunata Saturnia del pero, una farfalla ha un sacco di predatori: uccelli, piccoli mammiferi, ragni, vespe sono ghiotti di farfalle e di bruchi. Per garantire continuità alla specie è quindi necessario deporre molte uova affinché dei molti bruchi che sgusceranno almeno qualcuno riesca a diventare farfalla adulta e riprodursi. Ecco perché le farfalle e gli insetti in genere depongono centinaia di uova.
Allevando i bruchi, in un certo senso, riduciamo le possibilità che questi possano essere predati e quindi possiamo liberare nell’ambiente un numero maggiore di farfalle adulte di quante potrebbero raggiungere la maturità in natura.
L’allevamento, in sé, non è difficile anche se presuppone una minima conoscenza della specie.

Ma cosa mangiano le farfalle? Nel nostro caso la Inachis io? Devo sapere prima di tutto di cosa si nutre il bruco. Alcune farfalle, come si diceva, sono specializzatissime e non mangiano qualsiasi cosa si cerchi di dar loro da mangiare. Spesso si ritiene che tutti i bruchi mangino insalata. Non è vero! L’insalata è piena d’acqua che in eccesso non fa bene alla maggior parte dei bruchi. Si è detto delle ortiche per l’Occhio di pavone o per la Vanessa dell’ortica o per qualche altra decina di specie. Non potrei però allevare a ortiche un Macaone. Questo ha bisogno di finocchio, carote, prezzemolo. Altre si nutrono di licheni, altre ancora di certe piante grasse.

A cosa bisogna fare attenzione quando si desidera allevare dei bruchi di farfalla? Cosa vorresti dire a coloro che desiderano per la prima volta allevare dei bruchi? I bruchi devono poi poter godere di un ambiente ragionevolmente umido e vanno nebulizzati regolarmente con acqua. Un ambiente troppo secco li spinge al cannibalismo. Prima di incrisalidarsi smettono di mangiare e diventano irrequieti tentando di fuggire dalla gabbietta che avremo costruito per loro. Non potendo fuggire, finiranno per incrisalidarsi dentro la gabbietta stessa.
Bisogna poi considerare che alcune specie, come quelle appartenenti alla famiglia degli Sfingidi, creano il loro bozzolo sotto terra e quindi bisogna organizzare uno spazio apposito per loro.

Hai un link o un sito che credi importante da segnalare? (sulla biodiversità, sulle farfalle alle nostre latitudini…) ? Chi volesse cimentarsi con questa attività può trovare qualche utile consiglio qui. https://www.farfalledalmondo.it/allevamento/uova-bruchi/

Chi poi volesse contattarmi per qualche informazione in più può scrivermi tranquillamente all’indirizzo  alessandro.margnetti@gmail.com

Per approfondire, consiglierei poi una visita al sito www.lepido.ch ricchissimo di illustrazioni e di informazioni.

Possiamo organizzare una gita nel 2021? Sarebbe bellissimo. Volendo, appena la situazione lo permetterà, si potrebbe tentare con l’allevamento di qualche altra specie “facile” come la Vanessa dell’ortica (Aglais urticae) o  il Macaone (Papilio machaon).

A presto, Alessandro Margnetti

LA MAGIA DELLE FARFALLE

È davvero magico vedere un bruco trasformarsi in crisalide per poi diventare una bellissima farfalla!

L’obiettivo 15 dell’Agenda ONU 2030 mira a proteggere, preservare e usare in maniera sostenibile la biodiversità e gli ecosistemi. Arrestare la distruzione della biodiversità e, entro il 2020, proteggere le specie a rischio di estinzione.

Chi di voi ha mai visto la farfalla Occhio di Pavone? Chi di voi ha mai visto una crisalide? Chi di voi ha potuto osservare la loro trasformazione?

Cari amici e simpatizzanti, l’anno scorso abbiamo imparato a conoscere queste bellissime farfalle e, con esse, abbiamo capito come l’ecosistema è così fragile da necessitare a volte il nostro aiuto. Per questo oggi, siamo qui a raccontarvi il nostro nuovo progetto.a favore della biodiversità! Ne siamo davvero entusiasti. Ognuno di voi lo può fare a casa con i propri figli ma con le giuste precauzioni.

MA COS’È LA biodiversità?

La diversità biologica o biodiversità in ecologia è la varietà di organismi viventi, nelle loro diverse forme, e nei rispettivi ecosistemi: secondo il Glossario Dinamico ISPRA-CATAP, per biodiversità entro un determinato ambiente si intende appunto la varietà di organismi viventi in esso presenti. (trattato da https://it.wikipedia.org/wiki/Biodiversità )

Essa comprende l’intera variabilità biologica di genispecienicchie ecologiche ed ecosistemi con le risorse genetiche considerate la componente determinante della biodiversità all’interno di una singola specie[1]. Le specie descritte dalla scienza sono in totale circa 1,74 milioni, mentre il valore di quelle stimate oscilla da 3,63 a più di 111 milioni; tuttavia queste stesse stime risultano incomplete, in quanto nuove specie vengono scoperte e aggiunte continuamente al totale generale.[2] L’estinzione di specie è invece la minaccia principale alla biodiversità.

L’anno 2010 è stato dichiarato dall’ONU l’Anno internazionale della biodiversità.[3], mentre il decennio 2011-2020 è stato dichiarato Decennio della Biodiversità.

IL PROGETTO: Occhio di Pavone

Questa bellissima farfalla sverna in letargo prima di deporre gruppi di oltre 500 uova alla volta, ad inizio primavera. I bruchi nascono dopo circa una settimana e si nutrono di ortiche e luppolo. Trascorrono gran parte del loro sviluppo in comunità numerose; diventano solitari solo nell’ultima fase di accrescimento, prima dell’ incrisalidamento. Lo sfarfallamento avviene tra maggio-giugno e luglio.


Gli esemplari adulti succhiano il nettare da una vasta varietà di piante fiorite quali buddlejasalicitarassacomaggiorana selvatica, sambucocanapa acquatica e trifoglio; non disdegna la linfa degli alberi e la frutta marcia. La si trova anche alle nostre latitudini, lungo sentieri costeggiati da ortiche e luppolo. Spesso vicino ai boschi. Il bruco ha degli aculei ma è innocuo e lo si può prendere in mano senza problemi.

Il progetto consiste nel coltivare alcuni bruchi di “Occhio di Pavone” per aiutarli affinché diventino farfalle. Purtroppo solamente una minima parte di essi riesce a diventare farfalla. Per questo c’è bisogno del nostro aiuto. Per aiutare questi bruchi, i bambini, ogni giorno, si prendono cura di loro, dandogli il giusto cibo (ortiche), pulendo i vasi dai loro escrementi. Questo per una settimana o poco più.

Dopo qualche giorno ecco la magia: i bruchi si trasformano in crisalide, rimanendo così per 4-5 giorni. Immobili!

Poi un bel giorno ecco muoversi qualcosa e voilà. Una bella mattina le farfalle nascono, si ambientano e poi, dopo qualche ora sono pronte al decollo.

Un bel progetto in aiuto delle farfalle da fare con i vostri bimbi! Complimenti! Avete contribuito a promuovere l’obiettivo 15 dell’Agenda ONU 2030.

Alcune immagini scattate durante l’escursione del 2019 con il WWF Svizzera Italiana in compagnia di Alessandro Margnetti che ringraziamo di tutto cuore.

Fase 2 Occhio Di Pavone
Ma che bruco è?
Fase 3 Occhio Di Pavone 1
Fase 2: la magia della trasformazione
Fase 4 Occhio Di Pavone 1
Fase 3: Da crisalide a farfalla
Fase 6 Occhio Di Pavone
Fase 4: Quasi pronta per il suo primo volo

Materiale necessario:

1 vaso grande / 1 retina / tante foglie fresche di ortica (da raccogliere ogni giorno) / qualche rametto di legno / uno spruzzatore d’acqua per bagnare ogni giorno le foglie / 1 scatola di legno per la fase “crisalide”

Cosa fare ogni giorno 

Pulire il vaso dagli escrementi dei bruchi. Ogni mattina e ogni sera mettere nel vaso nuovi rametti di ortica fresca. Bagnare con lo spruzzatore d’acqua le foglie. ATTENZIONE: non lasciare gocciolare le foglie nel vaso. Il vaso non deve avere acqua sul fondo.

Dopo 10-12 giorni, quando il bruco arriva a ca. 3 cm di lunghezza. Preparare una scatola di legno con delle bacchette. Sul fondo mettere dei fogli di giornale. Mettere dei rami di ortica e dei legnetti. Chiudere con una retina affinché possano respirare. Dopo ca. 2 settimane i bruchi si trasformano in crisalide. Dopo 5-7 giorni ecco sbucare le prime farfalle… e poi via per il volo!

Alcuni link interessanti

Informazioni su progetti in merito alla biodiversità: http://www.alleanzabiodiversita.ch/it/progetti/progetti-dellalleanza/biodiversita-in-citta/balconi-di-farfalle-piccoli-e-grandi-paradisi/

Come stanno le nostre farfalle? https://www.bafu.admin.ch/bafu/it/home/temi/biodiversita/dossier/come-stanno-le-nostre-farfalle.html

Questo venerdì 15 maggio avrà luogo lo sciopero per il clima nazionale. Non più per le strade della Svizzera come inizialmente previsto, ma sottoforma di varie sfide, azioni, canzoni, un’emissione radio di 12 ore e una sveglia climatica nazionale alle 11:59 con strumenti musicali e da cucina!

L’evento – lo Sciopero per il Futuro – è organizzato dal movimento Sciopero per il clima in collaborazione con 27, sindacati, partiti e associazioni.

La diretta radiofonica di venerdì – dalle 9:00 alle 21:00 – affronterà temi legati alla crisi climatica attuale e la sostenibilità, inglobando anche l’attualissimo tema della pandemia. Vi saranno discussioni, interviste e conferenze con vari attivisti del clima. Sarà disponibile su Radio Futuro.

Cogliamo questa occasione per ricordare l’Obiettivo n°13 dell’Agenda 2030 : Agire per il clima !

La sostenibilità è un argomento complesso che va studiato da più prospettive.
In materia di alimentazione, un imballaggio in plastica può essere superfluo, eccessivo, talvolta però utile per conservare la qualità di un alimento e ridurre quindi gli sprechi alimentari…. Ma tale alimento da dove arriva? Forse se fosse stato locale non avrebbe avuto bisogno del suo imballaggio in plastica.
Quante cose da considerare. Purtroppo la plastica è parte del nostro stile di vita. È ovunque. Tutti hanno già visto le immagini delle tristissime immense isole di plastica galleggianti nell’oceano. Siamo “fortunati” di non vederle sul nostro territorio, poiché la gestione dei rifiuti funziona piuttosto bene. Basta però uscire dalla nostra bolla pulita e renderci conto che non è così ovunque.
E allora, “tutta questa plastica è davvero necessaria”? Condividiamo un articolo di Greenpeace Ticino (Marzo 2020, “Il pianeta usa e getta, la riscoperta del riutilizzo. Le alternative all’uso della plastica.” di Gaia Mombelli, pubblicato in NonViolenza), che riassume bene che alternative ci sono agli imballaggi in plastica e il loro impatto ecologico.
La conclusione dell’articolo? “La vera soluzione per uscire dall’usa e getta sono gli imballaggi riutilizzabili”.

Non lasciamoci propinare insomma alternative apparentemente sostenibili fidelizzandoci quindi alle marche o alle grandi distribuzioni che ci vendono le loro preoccupazioni ambientali. Iniziamo a ragionare con la nostra testa. Finché il nostro paradigma economico sarà basato sull’usa e getta e non orientato a una riduzione degli sprechi, tanto vale trovare alternative “sostenibili”, pure le migliori possono diventare insostenibili.

Prendiamone coscienza, ora più che mai, attuiamo dei piccoli cambi di abitudini necessari che influenzeranno chi ci sta attorno.

Marzo2020 Nonviolenza Articolo Greenpeace
Marzo2020 Nonviolenza Articolo Greenpeace

Tink.ch, il più grande portale online di giovani redattori in Svizzera, pubblicherà nel corso di questa settimana – la Fashion Revolution Week – i profili di persone attive nel settore della moda etica.

Oggi è il turno della nostra Fausta Ghidossi ! Fashion Revolution l’ha intervistata e ci spiega il suo progetto “momenti di cucito” e che cosa significhi per lei la moda etica. Nell’intervista completa, disponibile qui, Fausta ci spiega che cosa l’ha spinta a creare l’associazione Aress2030, come mette in pratica un “vestirsi in modo etico”, come riflette i valori di sostenibilità e trasparenza nel suo progetto e mette a disposizione dei consigli per delle scelte più responsabili.

Ringraziamo i redattori di Tink per la pubblicazione e le organizzatrici della Fashion Revolution Week in Ticino per la promozione di atelier, idee, consigli e suggerimenti a favore di un consumo responsabile !

Link dell’intervista: https://tink.ch/it/post/fashion-revolution-con-fausta-ghidossi/
Link di Tink : https://tink.ch
Link di Fashion Revolution: https://www.fashionrevolution.ch/benvenuti
Link degli eventi promossi dalla Fashion Revolution Week Ticino #iorestoacasa : https://web.facebook.com/events/950412925417820/?event_time_id=950412932084486

Segnaliamo che Il Ristorante Pizzeria del Ponte a Minusio, in Via san gottardo 86, resta attivo anche in tempo di coronavirus con il suo servizio Take Away. Per consultare il menu completo e per i contatti cliccate su questo link.

Buon appetito!

CONTATTO:

Ristorante Pizzeria Del Ponte – Via san gottardo 86 – 6648 Minusio
infodelponte@gmail.com / +41 91 751 65 55
Per ulteriori richieste non esitate a contattarci
Ev. possibilità di ritiro fuori dalla porta di entrata del locale

Fashion Revolution è un movimento internazionale con sede a Londra, attivo in oltre 100 paesi.
È stato fondato nel 2013 in risposta al tragico crollo della fabbrica Rana Plaza in Bangladesh, quando morirono oltre 1.100 lavoratori del tessile e oltre 2.500 furono feriti.
La filiale Svizzera è attiva dal 2016 e come associazione dal 2017. I volontari si dividono in gruppi locali detti “City Chapters”, fra i quali vi è il gruppo Fashion Revolution Ticino.

Fashion Revolution è un movimento per tutto l’anno, ma il momento clou è la Fashion Revolution Week, che si svolge ogni fine aprile in occasione dell’anniversario del Rana Plaza. Quest’anno dal 20 al 26 aprile saremo presenti solo online, mentre gli eventi fisici sono rinviati a settembre/ottobre. Seguiteci sui social! Con l’hashtag #whomademyclothes richiediamo trasparenza lungo tutta la filiera del tessile.

I legami fra l’industria del fashion e il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile sono molteplici. Ad esempio per l’Obiettivo 12: Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili, perché la produzione di vestiti è responsabile del 3% delle emissioni mondiali di CO2.

Per maggiori informazioni sui legami fra fashion e Obiettivi di sviluppo sostenibile:
https://consciousfashioncampaign.com/
https://sustainabledevelopment.un.org/partnership/?p=28041

Link di Fashion Revolution Svizzera:
https://www.fashionrevolution.ch/benvenuti
https://www.facebook.com/fashionrevolutionswitzerland.org/
https://www.instagram.com/fashionrevolution_ch/

Un epidemia che sta facendo la storia in tutto il mondo

Era il 16 marzo quando la Svizzera, ma in particolare il Ticino, ha preso delle misure per contenere il dispandersi del coronavirus, che purtroppo è arrivato anche alle nostre latitudini.
Il Consiglio federale, insieme al Consiglio di Stato, ha deciso di chiudere tutte le attività che non sono di importanza primaria.
Tra questi anche le nostre attività.

Il punto della situazione per noi
Come ben sapete i nostri progetti sono al momento “fermi”.
I momenti di conversazione in italiano con Fausta “un caffé e quattro chiacchiere” come pure “momenti di cucito” sono bloccati fino a nuovo avviso.
Tutti dobbiamo attenerci alle decisioni e disposizioni cantonali. Questo non vuol dire che sia tutto fermo.

La nostra cara Fausta, prima della chiusura di tutte le attività ,è riuscita, insieme a diverse volontarie, a cucire ben 300 sacchetti di stoffa con l’immagine del logo del Parco del Piano di Magadino. www.parcodelpiano.ch e https://www4.ti.ch/dt/dstm/sst/temi/parco-del-piano-di-magadino/piano-di-utilizzazione-cantonale-puc/piano-di-utilizzazione-cantonale/ente-parco/fondazione-del-parco/

Il progetto desidera, in collaborazione con l’Ente Parco, promuovere non solo l’immagine del Parco, ma anche promuovere la vendita di alimentari senza plastica.
Appena ci sarà la possibilità, 30 aziende agricole con vendita diretta sul Piano di Magadino, riceveranno 10 sacchetti di stoffa gratuitamente.


Desideriamo incentivare le aziende e i clienti ad utilizzare sacchetti di stoffa. Diciamo stop alla plastica!


Possiamo sentirci orgogliosi, in quanto, l’obiettivo ONU Nr.12 garantire modelli di consumo e produzione sostenibili sarà realizzato grazie a questo progetto.
I nostri ringraziamenti vanno alla nostra cara Fausta, alle volontarie per averci dedicato il loro tempo e la Fondazione Parco del Piano di Magadino per averci permesso di raggiungere questo nostro piccolo, ma per noi importante, obiettivo.

Grazie!

Link a Obiettivi Agenda ONU 2030: https://www.eda.admin.ch/agenda2030/it/home/agenda-2030/die-17-ziele-fuer-eine-nachhaltige-entwicklung/ziel-12-fuer-nachhaltige-konsum-und-produktionsmuster-sorgen.html

Venerdì 29 novembre è il giorno del Black Friday, ma noi lo vogliamo ricordare attraverso l’organizzazione Fashion Revolution. Organizzazione che in tutto il mondo si batte contro questo giorno. Perché più nero di così non si può.

EVENTO – Venerdì 29 novembre, presso l’Otello di Ascona – Svizzera alle ore 18.45 verrà proiettato il film documentario “Fair Traders” di Nino Jacusso. Prezzo d’entrata: CHF10.-.

tratto da www.decrescitafelice.it

Nero Come Il Lavoro
Nero Come Il Lavoro

Il Black Friday, un’usanza che arriva direttamente dagli Stati Uniti: paese per eccellenza del consumismo sfrenato, con sconti, offerte speciali. Le persone impazziscono per poter accaparrarsi l’ultimo oggetto dei desideri. Ma in realtà sono le grandi multinazionali a guadagnarci. Alle spalle di chi, per una manciata di soldi, riesce forse a malapena a sopravvivere. In paesi dove vige la corruzione, lo sfruttamento minorile. Una vita infernale per tanti lavoratori. Un raggiro ai consumatori.

Nero Come Il Petrolio
Nero Come Il Petrolio

Nero come il petrolio che viene sprecato ogni anno per la plastica e il packaging che nei paesi occidentali, Ogni anno finiscono in mare 12 milioni di tonnellate di plastica per lo più usa e getta e imballaggi. Nel 2018 in questo giorno sono stati fatti in media 12 acquisti al secondo solo su Amazon. Provate solo a immaginare quante confezioni sono state utilizzate e quanta spazzatura è finita in mare. Quanti corrieri in giro per il pianeta a consegnare quell’oggetto che davvero si voleva tanto? Quanti viaggi, quanto smog, quanto inquinamento…

Nero Come Lo Spreco 1
Nero Come Lo Spreco

E pochi pensano al NERO che sta dietro a questo tipo di giornate: un nero nefasto. Nero come lo sfruttamento, un nero come il buio per tante persone. Perché del buio hanno paura. Quei piccoli bambini che devono lavorare al buio nelle miniere di mica in India, dove si raccoglie un minerale dall’inestimabile valore per le compagnie operanti nei settori della cosmetica, delle auto e dell’elettronica. Il buio delle miniere di coltan in Congo dove schiavismo, corruzione e sfruttamento minorile dilagano nell’estrazione del prezioso minerale adibito alla costruzione di smartphone e industria spaziale; il buio degli scantinati trasformati in laboratori del tessile o delle fabbriche di vestiti in Pakistan, Bangladesh, e altri paesi dell’Asia.

Nero Come Il Buio
Nero Come Il Buio

Tutto questo non è nei nostri obiettivi. Noi desideriamo un mondo diverso. Quindi no al Black Friday perché anche per noi è nero come lo smog, nero come il petrolio, nero come il buio, nero come uno dei giorni più neri per 3/4 del mondo.